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del

dopo Molise

 

Carissimo GUGLIELMO

Ti riporto in seguito le due righe che avevo scritto “a caldo” dopo  il raduno a CAMPOBASSO, inviate a info AUC martedi e oggi per le quali ho avuto due messaggi di non recapito.

Lascio a te una valutazione…

Ciao …

Sergio zen

 

Da: sergio zen [mailto:essedue.zeta@email.it]
Inviato: giovedì 10 ottobre 2013 11:26
A: 'info@54auc3cp.it''
Oggetto: CAMPOBASSO

 

 

Nel viaggio di rientro a Torino (ben undici ore di guida ininterrotti tra allucinanti code, temporali e grandine!) ho avuto modo di fare qualche piccola riflessione sul raduno.

Due parole possono sintetizzare il mio pensiero: dinosauri e collante.

Cosa c’entrano? Aspettate!

Anni addietro qualcuno di noi mi aveva detto: “Sergio, noi siamo dinosauri destinati all’estinzione!”.

Ora, se ben rammento, pare che i dinosauri si siano estinti a causa un enorme meteorite.

A meno di una mia incipiente cecità senile, su noi, una tale meteorite ad estinguerci tutti e di colpo, non s’è ancora visto.

Si, sinora solo qualche meteorite ha colpito qua e là, ma tali eventi sono nell’ordine delle cose e dobbiamo pur, nostro malgrado, accettarli.

…ma è in tali eventi che il resto dei dinosauri rimane pur sempre unito…

Un collante istintivo e naturale - che non si acquista da nessuna parte - li unisce; un collante insito in noi, basta aver voglia e forza di trovarlo …e non vale solo per l’uso specifico …

Bene! Lasciamo l’argomento poiché qualcuno potrebbe -… e non posso dargli torto - commentare: elucubrazioni paranoiche.

Il raduno.

Non ho parole. E’ la mia prima volta in Molise. Una regione stupenda, persone stupende. Hotel e trattamenti ottimo sia per qualità e gentilezza (aldilà di tutto).

Viaggi nel mondo (del turismo) della fede ineccepibili tant’è vero che mi sono chiesto se noi in allora eravamo usciti da una Scuola Militare o da un Seminario.

Ho visto luoghi che, considerata la loro distanza da Torino, mai avrei pensato di vedere.

Ho avuto il commovente piacere di rincontrare il Capitano PISTILLI e scambiare con lui opinioni ed impressioni, rivivendo per alcuni istanti un breve ed intenso frammento della mia vita, della nostra vita. Grazie Sig. Capitano.

Un mio grande apprezzamento e ringraziamento ad ANTONIO ed ASSUNTA (e famiglia) per tutto quanto hanno fatto sia collettivamente che per ognuno di noi, me compreso.

Apprezzamento e ringraziamento esteso al buon FABRIZIO e SIMONETTA che ha sopportato le mie battute per tutto il tempo del raduno dimostrando una notevole forza di tenuta nel non mandarmi a quel paese…

Grazie a RUM che ci ha ancora dimostrato qualcosa di grande.

Grazie GUGLIELMO.

Grazie a tutti, proprio tutti …e scusate se ho annoiato; mi fermo qui!

 

e-mail di Fabrizio Fontana

Molise 2013

 

 


    Il Molise, è una piccola e suggestiva regione, una terra semplice e genuina, ricca di fascino e di magia, costituita da rilievi montagnosi e collinari verdeggianti di boschi, comprende anche pochi chilometri di costa.

    La sua gente fiera ed intrepida discende da quelle indomite tribù nemiche di Roma.

   Una ricchezza naturale, quella molisana, modellata dai lavori tradizionali della campagna, caratterizzata da un clima rigido con abbondanti nevicate invernali, da piogge e da nebbie insidiose autunnali, ma anche da giornate di sole radioso che annunziano il ritorno alla primavera e alla felicità in quel territorio conosciuto come Sannio.

    Inizio del diario:

    Partenza da Roma verso le 9,30 di venerdì 4 ottobre, appuntamento con i “compagni di merende” Esquilio, Luigina, Umberto, Luisa a cui si è aggregato un altro gruppo (bonjii), quello aretino, composto da Guglielmo, Rita e l’Antonella.

   Il ritrovo è sull’ area di servizio Prenestina ovest, alle ore 10,15, dopo i saluti e i soliti convenevoli partenza per Campobasso.

   La giornata si propone come una bella giornata luminosa, calda e piena di sole.

   Prima di Isernia, scendiamo dalle auto per sgranchirci le gambe e gustare un buon pranzetto. La temperatura sta scendendo.

   Arrivo a Campobasso, prendiamo possesso dell’albergo, carino, accogliente e con il personale gentilissimo, la condizione termica è scesa sensibilmente, su Antonio non produce alcun effetto.

   All’hotel sono già arrivati altri commilitoni ed amici, ed anche Nino che abita a pochi chilometri di distanza.

   Prima escursione a Castel Monforte, simbolo di Campobasso, un’antica fortezza che sovrasta dall’alto la città, raggiungerla vuol dire salire per una strada irta che schiude scenari unici dominanti tutto il paesaggio circostante.

   Il castello guelfo è piuttosto massiccio e freddo, poche le finestre e molto piccole, l’interno è scarno, però salendo la scala si arriva su una terrazza dalla quale si ammira lo spettacolo che mette in evidenza il suggestivo  ventaglio dell’ antico borgo e dei tanti paesini che circondano il capoluogo. Lo sguardo poi può spaziare fino alle valli dei fiumi, ai monti del vicino Abruzzo, alle verdi montagne dell’Alto Molise e con il cielo sereno persino al mare.

    Giro serale per il centro città, cena in albergo e poi buonanotte.

    Sabato 5 Ottobre:

    Una piacevolissima sorpresa, alla nostra compagnia, si è unita, dalla mattina, quella del Comandante Pistilli con Signora, già capitano di tiro ad Ascoli, ha partecipato con noi a tutte le manifestazioni con sorprendente e stupefacente animo giovanile.

    Sveglia con le galline, colazione e partenza in pullman per Castelpetroso, la nebbia magicamente scesa ci accompagna insieme ad una pioggia fastidiosa, fredda e penetrante.

        Siamo arrivati in un luogo magico e suggestivo: il Santuario dell’Addolorata, dove il silenzio e la bruma, che avvolgeva anche il bosco, rendono incantata e piena di fascino la natura irreale e selvaggia che lo circonda.

    Una stupenda cattedrale in stile neo-gotico di forma ottagonale, al centro della quale si erge la cappella maggiore e dove all’ interno sono alloggiate due statue raffiguranti la Vergine, inginocchiata, e il corpo di Gesù morto, deposto ai suoi piedi.

    Partenza per Agnone, dove arriviamo poco dopo, sempre sotto una pioggia fredda e incessante, andiamo a visitare il museo e la relativa fabbrica delle campane, nella fonderia Marinelli. L'arte della fusione delle campane in questo paese del Molise è una tradizione che risale a diversi secoli fa.

   Una vera sorpresa sapere che non si usino misure o criteri standard, ma ogni esemplare è un originale. Il successo, legato alla qualità dei  suoni, è ottenuto attraverso calcoli estremamente precisi tra peso, spessori, diametri ed altezza. E proprio da questa "bottega" sono uscite campane "storiche": come quella destinata al santuario di Lourdes, quella per il Giubileo e quella di Medjugorje.

    Poi tutti insieme a fare uno spuntino in un graziosissimo Pub “lo Chalet”, un luogo simpatico e raccolto, mèta  di giovani ed anche di ……… vecchioni, dove abbiamo potuto rinfrancarci e mitigarci dal freddo con un buon bicchiere di vino ed una scorpacciata di ottimi prodotti locali fatti preparare dal buon Antonio e da Nino. Un complemento perfetto per una mattinata fredda e invernale.

    Rientro a Campobasso con riunione di tutti i partecipanti e poi SS Messa, voglio ricordare, a chi non era presente, gli interventi di Assunta, moglie di Antonio, e di Simonetta e a conclusione il buon Aldo, che non ha fatto minimamente rimpiangere le capacità oratorie del Matteoni, ricordando con voce stentorea e ferma i tanti nostri amici scomparsi, aggiungendo anche il vecchio capitano Matteo Palumbo.

    Ritorno in albergo e cena, questa volta informale, del sabato. Qualcuno, come al solito è sordo, ha portato vestito, camicia e cravatta.

    Durante la cena si sono esibiti gli amici di Antonio che hanno dilettato i presenti con le loro musiche e canzoni dialettali, intrattenendoci per tutta la piacevole serata

   Solito e divertente pistolotto del buon Maurizio, ma ……. mentre noi ed altri ci stavamo “scompisciando” dalle risate, siamo stati interrotti da un gruppo di ragazzi che hanno intonato uno sfrenato, improvviso e rumoroso caraoke; ciò ha fatto concludere  inevitabilmente l’incantesimo della festa e “imbufalito”, giustamente, Antonio e Guglielmo nei confronti dell’albergatore. Come avrete capito non eravamo soli in sala c’era altra gente divisa solo da dei separè di tende.

   Meno male che c’erano i solisti, amici di Antonio e Nino, che con i loro strumenti e le loro canzoncine hanno addolcito la coda della festa.

    Domenica 6 ottobre:

    Sveglia mattutina e partenza sotto un acqua scrosciante, immersi nella nebbia più fitta, per la bellissima Basilica di San Michele Arcangelo a Monte Sant’Angelo, paesino che si erge su uno sperone di roccia del Gargano, realizzata in una enorme grotta naturale, già tempio di primordiali riti religiosi e attraverso i secoli arrivata sino a nostri giorni.

    Pranzo al sacco e partenza per San Giovanni Rotondo, con visita alla tomba di Padre Pio, una vera delusione, come potete vedere non tutte le scelte sono “azzeccate”.

     Ritorno a Campobasso e cena d’addio, “ ’ah cena de la ffesta”, nella piccola taverna “da Mario”, il locale è a nostra completa disposizione.

    Qui abbiamo potuto mangiare i piatti tipici della tradizione molisana, una vera festa per gli occhi, il palato, lo stomaco ed il fegato, una cucina sana, nutriente, saporita e buonissima.

    Dall’ antipasto all’italiana con i prodotti locali, alle lasagne in brodo, agli spaghetti alla chitarra con un ragù delizioso, e poi salsicce alla brace, abbacchio, gustosissimo e tenerissimo allo “scottadito”, due “scamorzine” rosolate alla brace con contorno di insalate, peperoni e patate al forno, il tutto annaffiato da ottimo vino, e per finire macedonia con gelato.

    Una vera festa d’addio?

    No, speriamo sia un arrivederci per l’anno prossimo!

    Non posso nascondermi che mi sono veramente divertito, ma la verità che viene fuori alla fine di tutto, è che “ è un miracolo essere ancora così giovani !!!”

    Ragazzi, è un vero piacere incontrarsi ogni anno; questo appuntamento annuale è una sferzata di energia.

    In conclusione volevo ringraziare per la cortese e fraterna accoglienza i nostri amici molisani Antonio, Assunta, Nino e Maria che hanno dimostrato un attaccamento al gruppo veramente encomiabile e notevole (per tutte le spese extra che hanno sostenuto e per aver in tutte le maniere cercato di attenuare le nostre inevitabili problematiche di stare fuori casa). Volevo anche esprimere la mia riconoscenza al Comandante Pistilli e alla sua Signora con cui abbiamo ricordato momenti ormai sopiti della nostra gioventù. Grazie a tutti di cuore

    Un tenero saluto a tutti

 

Fabrizio e Simonetta

 

PS : Lunedì mattina, dopo colazione e saluti, siamo partiti per le sedi di appartenenza.

    Dopo un breve tragitto, siamo ripassati sotto Castelpetroso, allora ho potuto ammirare in tutta la sua bellezza il Santuario dell’Addolorata, una sciabolata di sole si rifletteva sulla sua pietra ed esso stagliava l’alta cupola tra l’azzurro del cielo e le bianche nuvole che gli facevano da corona, un immagine stupenda per mettere in risalto la vera grandezza della Patrona del Molise.

 

 


 

 

 

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