sottofondo musicale Cliff Richards & The Shadows - Apache
Pistolotto di Maurizio Bertazzoni
(uomo della terra delle zucche)
(il guardiano fedele del 54° A.U.C.)
AGLI "AMICI "UFFICIALI EX ALLIEVI DEL 54° CORSO AUC di ASCOLI PICENO :
< Ben ritrovati, quanto tempo e’ passato... >
Non sono stato fra gli infaticabili e meravigliosi organizzatori di questo straordinario e parimenti commovente incontro fra ex commilitoni.
Pregandovi di attenervi ai miei comandi sequenziali, ritengo doveroso sia tributato, seduta stante, il giusto omaggio.
(si alzino essi in piedi)
· Signori Ufficiali .......... ritti
· Signori Ufficiali .......... applauso
· Signori Ufficiali .......... stop all’applauso
· Signori Ufficiali .......... comodi
Grazie della spontaneità e della obbiedenza.
Constato che non avete dimenticato quelle abitudini impresseci con una certa fatica.
Ora posso fare un’ammissione.
Da oltre trent’anni desideravo vivere almeno un minuto da Generale. Oggi sono stato esaudito.
Con lo stratagemma dell’applauso ho comandato una Compagnia di Ufficiali.
Lo griderò ai quattro venti. Per me è un evento storico, Comprendetemi!
A casa mia comanda sempre mia moglie...
Pazienza.
Mi consolo tuttavia, sapendo di essere in buona e nutrita compagnia.
Battute a parte.
Non ci sono parole per spiegare il clima che stiamo vivendo oggi.
Rivederci dopo così tanto tempo è indubbiamente un piacere forte.
Ma ritornare ai tempi in cui:
· I capelli (anche se corti) c’erano ed erano pigmentati;
· I kilogrammi erano meno;
· I centimetri in altezza di più;
· I muscoli erano tonici;
· Gli occhi sapevano leggere senza lenti;
· Il pisello non abbisognava di pasticche e pratiche eccitanti;
...tutto questo provoca una indescrivibile emozione.
Quanti ricordi stanno affiorando:
Ascoli Piceno, anno 1969, 54° Corso AUC, 3a Compagnia...
L’adunata di oggi è la dimostrazione che eravamo un gruppo compatto anche quando eravamo vestiti in kaki o eravamo mimetizzati.
Chi di noi potrà più dimenticare la nostra gioventù in divisa?
· L’arrivo alla caserma “Clementi”;
· Il trapasso sofferto dalla vita civile a quella militare, materializzato dal saluto della sentinella alla porta;
· Le sveglie fatte da urla disumane “giù dalla brande”;
· Il “cubo” ... che non ha niente a che fare con quello delle discoteche;
· L’adunata ... sempre di corsa, qualche volta coi pantaloni in mano;
· Le tante scopate. Preciso, le pulizie con la famosa S.A.L. (Scopa Automatica Leggera) ... Quanti cessi sgorgati!;
· L’addestramento ... la storia delle gite e delle esercitazioni è rimasta scritta sugli anfibi;
· La guardia ... che brutto dormire!;
· Lo studio ... Arte militare, Topografia, NBC ... PSI, PC, DC, MSI ... forse ho fatto un po’ di confusione. Ma l’impegno scolastico-militare non è stato vano. Chi non ricorda il concetto di base “la Fanteria è la regina di tutte le Armi”?;
· La mensa ... la coda per gustare i soliti appetitosi minestroni, le pastasciutte collose. E vi ricordate i famosi polpettoni?;
· L’addio ... il momento dei saluti che ti lasciano il sapore amaro. Qualche lacrima versata, il “magone”.
Come si possono cancellare cinque mesi intensi, vissuti insieme fra i disagi, sofferenze, fatiche, sacrifici ... ma anche fra gioie, scampoli di spensieratezza e di riflessioni.
Momenti di gioventù che non torneranno più.
Comunque sia, è innegabile che l’esperienza militare, almeno quella vissuta al nostro livello, ha avuto i suoi significati nel passato e in qualche modo ha inciso sul nostro presente.
Ora, che siamo qui riuniti, abbiamo saputo trasformare quell’addio in un arrivederci.
Un mezzo miracolo che speriamo si ripeta...
Un vero capolavoro dei promotori.
Una grande risposta da parte nostra.
Questo incontro, ripeto, ci sta emozionando.
Ha risvegliato certi sentimenti di sano corporativismo, solidarietà ed amicizia disinteressata che in questi tempi di indolenza, falso perbenismo, imperturbabile opportunismo ed indifferenza, sono sicuramente meno diffusi, se non addirittura in parte soffocati.
Non accusatemi di retorica ...
Se sono qui, se siamo qui è perché non è un dovere, ma un irrinunciabile piacere.
Purtroppo mi è stato detto che qualcuno della nostra Compagnia non è più.
A loro corra un nostro personale pensiero ............
La regia mi ha pure informato che:
- qualcuno non ha potuto venire;
- qualcun altro non è stato rintracciato.
Ma idealmente è come se fossero qui con noi ...
A dividere questo stupendo momento e ... il conto del ristorante.
Vedo che alcuni di voi hanno portato la moglie ... chi la prima, chi la seconda. Poco importa.
In questo momento ci corre l’obbligo di ringraziare tutte le nostre signore, presenti ed assenti, che ci hanno consentito di invecchiare alla bene e meglio.
E che soprattutto non ci hanno tolto la soddisfazione di pelare patate, di apparecchiare la tavola, di lustrare le scarpe, di sgorgare i cessi, di provvedere al vettovagliamento e di fare la guardia...
Come dire, cari colleghi: siamo Ufficiali Minori e rimarremo sempre tali.
Ognuno di noi ha il Generale che si merita.
Un saluto ai figli.
Ci hanno mantenuto Soldati:
è una guerra continua, massacrante, fatta di battaglie in rapida successione più perse che vinte, nonostante la nostra discreta preparazione militare.
Quale tattica adottare con i figli?
Ai posteri l’ardua sentenza.
Amici,
sono trascorsi più di trent’anni dal giorno del nostro Giuramento.
Correva l’anno 1969 – mese di marzo – giorno 2 – Ascoli Piceno.
Abbiamo giurato fedeltà alla Patria di fronte alla bandiera.
Oggi 7 ottobre dell’anno 2000, ad Abano Terme (luogo notoriamente per gente in età) siamo inquadrati a tavola ... molto è cambiato da allora, inutile nasconderlo!
Non è giorno di giuramenti, ma una promessa possiamo reciprocamente farcela.
Ognuno di noi ha fatto parte, sia pur in piccola misura, della storia dell’altro.
L’esortazione è ”coltiviamo la nostra amicizia a distanza”.
E nell’eventuale momento del bisogno diamoci una mano.
Uno per tutti, tutti per uno.
Ci sovvenga:
Siam la 3a Compagnia
la più unita che ci sia.
Non chiudiam fra noi i battenti
ricordiamoci, siam Tenenti.
Buona fortuna ragazzi del 54°Corso AUC, credo che oggi, rivedendoci, ci siamo trasmessi una carica, una forza viva che ci sentiamo dentro e che sicuramente ci porteremo appresso.
Consentitemi di finire con una brevissima preghiera, che credo non guasti.
Padre Nostro,
è difficile essere buoni soldati del tuo Esercito Speciale.
A te chiediamo l’attenzione del buon padre di famiglia.
Veglia su di noi come una buona sentinella.
Conducici per mano, rendici soldati di pace, miglioraci come uomini.
Che la sorte sia benevola!
Alfine porgo il mio saluto.
Ciao ragazzi, ciao.
Un fraterno abbraccio.
da Mantova
partorito dal 54° Corso
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riflettendo..........
Servizio a cura di Maurizio Bertazzoni
LE MIE RIFLESSIONI SUGLI AMICI UFFICIALI EX ALLIEVI DEL 54° CORSO AUC di ASCOLI PICENO A SEGUITO INCONTRO DI ABANO TERME (PD) 7 - 8 OTT 2000
... che siano centrate o meno poco importa. Io li ho visti e me li ricordo così, simpaticamente:
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BETTERO ANTONIO
Professore universitario nella ricerca chimico-ambientale ... Ha parlato di cellule.
Fisico aitante e portamento confermano che si tratti di un personaggio impareggiabile.
Uno “scelto”.
BOSCAROL PAOLO
In formissima: fisico asciutto, testa interessante (capelli ordinati e bianchi che più di così non si può!). Eleganza raffinata,
portamento composto.
Personaggio sobrio, apparentemente vissuto, sognante ed ancorché curioso. Uomo da “ donne e motori”?
BOVELACCI GIANCARLO
Nonostante il fisico da granatiere non era nella memoria di molti. Poi per tutti una schiarita ..........
Fra i più anziani, fra i più atletici, fra i più razionali.
CAPRAI GUGLIELMO
L’aretino. Sempre simpatico e gioviale, disponibile e vivace ... una personalità briosa ed intraprendente assai.
Con la sua cinepresa ed il personal computer portatile è stato insignito della carica di fotografo della Compagnia.
La moglie Rita si è esibita al pianoforte.
Costruisce macchine per orafi. Gira il mondo per mestiere. Parla diverse lingue.
Ma quello che importa è che è rimasto quello di 30 anni fa. Ha una voglia: quello di diventare nonno
(sei grande Guglielmo!).
L’amata figlia Francesca, sposata, 29 anni, almeno per ora non ne vuole sapere ... tempo al tempo.
CIPANI ALESSANDRO
Cip potrebbe fare il modello: ha un fisico invidiabilmente asciutto e un bell’aspetto.
Si era raffermato nell’Arma dei Carabinieri (è stato di stanza anche a Villafranca), raggiungendo il grado di Capitano.
Ora è al Personale della FIAT a Torino (abita a Novara).
E’ rimasto quel bravo ragazzo che era. Sua moglie (con la quale ho svolazzato in lungo e in largo in balli scatenati) è
veronese.
Lui è bresciano.
Pairotti (non solo lui) gli invidia la linea fisica.
CORONA FRANCESCO
Incredibile! Non riuscivo ad inquadrarlo, poi, ma solo dopo alcune ore, la mia mente lo ha “ripreso” con lucidità
(stupefacente ritorno di fotogrammi, in particolare durante il viaggio di ritorno a casa!).
Dovrò scusarmi per non averlo festeggiato col calore che meritava.
A quel tempo era un ragazzo corpulento, un garbato ragazzone. Ora Francesco ha un fisico da manichen,
ha perso ... peso. Lo si aspettava con la pancia del commendatore.
CROTTI GIORGIO
La solita R moscia, la sua caratteristica flemma. Fisicamente riconoscibilissimo. Con me è stato anche al Reggimento in
Friuli.
Non importa il perché, ma Giorgio nel suo personale intervento ha pubblicamente dichiarato di essere passato
dalla laicità alla religiosità. In definitiva ha inteso comunicare a tutti noi che si è avvicinato a Dio. Un messaggio
forte,interessante e parimenti sorprendente.
Al di là del credo religioso di ciascun presente, risulta significativa questa sorta di delicata confidenza fatta ad ... amici
che non vedeva da oltre 30 anni!
Ulteriori commenti sono superflui.
DELL’AVO ALBERTO
Non poteva che essere così come è apparso: in uno stato di benessere, visibilmente deducibile da alcuni chilogrammi oltre il
consentito.
Di lui il ricordo di un commilitone equilibrato e bonario.
FAINI ENIO
Un personaggio navigato, senza fronzoli. Un Lumbard verace, che vede le cose dal lato pratico. La teoria preferisce lasciarla
agli altri.
Va bene così, Enio!
FINETTI LUIGI
Direttore di stabilimento (non ricordo di che ...), ma senza pancia, né calvizie. Anzi riconoscibilissimo: il solito fante-granatiere.
E’ apparso attento, tranquillo, discreto,ponderato e sensato. Ed ancora bello. I difetti di Luigi non interessano nessuno.
GRANDI BRUNO
Sinceramente è uno dei pochi che non ricordo bene ... ma so di essergli stato insieme.
Ha letto il pistolotto di Annamaria Bettero prima del mio apprezzato intervento.
Abbiamo cenato alla stessa tavola.
Quello che non ricordavamo di allora lo abbiamo ricordato durante questo piacevole incontro.
LEONE SALVATORE
Fa il Preside in Treviso. Il titolo gli sta stampato in fronte. Rigoroso e austero appare e probabilmente lo è anche.
Ma, volenti o nolenti, in questo mondo superficiale occorrono anche uomini del suo stampo.
E’ giusto difendere il prestigio del proprio “territorio”, far rispettare le regole, altrimenti che ... leone sarebbe?
Nessun dubbio sul buon senso del nostro Leone. Sarebbe in grado anche di dirigere una Scuola AUC.
MARINI ARCANGELO
E’ davvero una creatura più unica che rara: un Arcangelo terrestre in tutti i sensi.
Il montanaro fa l’insegnante di materie tecniche. Il fisico è rimasto mirabilmente quello di allora.
E’ un puro, lindo come l’acqua alla sorgente, grezzo e naturale come le sue mani di onesto lavoratore,
tenerone e umano come la gente della montagna. Gli mancanosolo le ali.
Il nome ce l’ha già! Non poteva non esistere.
MATTEONI GIOVANNI
Ricordo inizialmente vago anche di lui. Persona che ostenta sicurezza, che ha metodo e dialogo.
E’ uno che sa stare in mezzo alla gente, non è cosa da poco.
MAZZOCCO REMO
E’ stato l’ideatore, o comunque è colui che si è fatto in quattro per promuovere questo incontro che ha del miracoloso.
Un uomo buono, delicato, sensibile ... un mite e amabile“frate” che tutti vorrebbero per amico.
MERCURIO ALFONSO
Un altro commilitone che ricordo vagamente. Per quel poco che mi era rimasto impresso, lo identifico in una persona
lineare,
metodica e ragionevole.
Non certo un elemento che disturba e fa casini di qualsiasi genere.
MICHELI ALDO
Si è presentato con una sostenuta linea del benessere: la pancia. Spiritualmente in grande spolvero: docile, carattere aperto e
schietto, che agisce in modo spigliato ma sempre dentro i binari della correttezza.
Compagno amabile. Un bonaccione, un pacioccone... da accettare così com’è, senza pesarlo.
NARCISO NICOLA
Fa il capostazione con la tenacia di un ... capo. Pretende ed allora lo definiscono un “fascista”.
E’ responsabile del Settore Giovanile del Lecco, che attualmente annaspa in C1.
In compagnia ha il suo peso: è spiritoso, propositivo, ha spirito di adattamento.
Non ha mezze misure: lavora tanto e bene, ride tanto e bene, brontola tanto e bene.
NARDER GABRIELE
Ha il fisico ed il temperamento dell’imprenditore (edilizia) quale egli è.
Di poche parole, fa fatti. Ci stai davvero bene insieme.
E’, come allora, un uomo semplice e laborioso.
PAIROTTI FRANCESCO
Nee ... il piemontese fa l’imprenditore (media impresa) nel campo dell’edilizia.
Conosce l’Impresa mantovana Martinotti (Giampiero Martinotti e Franco Faroni).
Ha qualche chilogrammo in più e gli è stato fatto notare.
Davanti a tutti ha giurato che al prossimo raduno la cintura avrà bisogno di qualche foro in più.
Adorabile bugiardo!
PASQUALOTTO GIUSEPPE
Giuseppe, che fa l’insegnante, è rimasto una pasta di ragazzo.
Causa l’altezza (o la bassezza) già a quel tempo mi è sempre stato vicino. Io vivace, lui un tantino riservato, più per
timidezza
che per scelta di atteggiamento.
Meritevole di grandi affetti.
PEGORI ADELIO
Il nostro “Ugo Pagliai”, farmacista, si è confermato uomo misurato, moderato e parimenti attento, aperto e disponibile.
Si è mantenuto alla mia ...altezza, perciò è sempre in prima fila!
PIGOZZI ARMANDO
Sempre rubicondo, sempre cordialmente mugugnante, forse un tantino meno sciolto e scintillante rispetto al passato.
Ma rientra nella logica della vita.
REVIGNASSI GIOVANNI
“Ballava” a militare, balla ancora oggi. Complimenti per i movimenti sinuosi, rotondi, articolati in modo coordinato con la
moglie.
L’espressione del suo viso è sempre la stessa, sia che venga suonato il “silenzio”, sia che l’aria sia quella di un valzer.
RIGAZZI DOMENICO
Inequivocabilmente il più in forma di tutti: supera i 100 kg di peso. Non è dato di sapere di quanto! Importa che sia ancora
un ragazzo di compagnia, come lo era qualche chilo fa.
SACCANI MASSIMO
L’ex professore di matematica ha già raggiunto l’obiettivo della pensione sfruttando anche il periodo di “marchette”
figurative
spettanti per il Servizio Militare, svolto serenamente.
Lo si ricorda come un talentuoso delle pulizie: quante scopate!
Si distingueva per il buon senso, aveva sempre una parola di incoraggiamento per tutti.
SESSAREGO GAUDENZIO
Importante imprenditore ligure (impianti elettrici). Ingrassato, ma si è avuta la conferma che dentro non è cambiato.
Ha le qualità per essere un buon amico e consigliere.
Ha dato l’impressione di essere un uomo navigato, un manager.
D’altra parte lo si ricorda così già ai tempi dell’indimenticata Ascoli Piceno: era di quelli “scelti”, in grado di orien-tare
il comportamento del gruppo.
SISSA ARNALDO
Come sempre uomo di poche parole, tutto di un pezzo, un “ufficiale” ligio al proprio dovere.
In pratica, essendo attualmente il Vice Comandante dei Vigili Urbani di Mantova, in un certo senso non ha mai smesso di
fare
il ... Comandante (ndr : con sua moglie Tiziana forse fa “cuccia”).
E’ intuibile che Arnaldo, nella vita civile, ha fatto il mestiere chesi addice meglio alle sue caratteristiche di uomo.
Non gli manca la coerenza, il senso della giustizia, non gli è venuto a meno il senso del dovere, per cui è stato e rimane un
Comandante apprezzato e …di buon senso.
ZAMBELLI MARIO
Attuale Direttore dell’Associazione Industriali di Ferrara.
A quei tempi era inevitabilmente diventata la mascotte del gruppo (un sorta di Fantozzi acculturato), anche perché (per
fortuna mia)
era ed è il più piccolo di statura e con una faccia straordinariamente speciale.
Di una simpatia unica!
Ha conservato la capacità di trovare la battuta giusta al momento giusto ed è in possesso di un’intelligente ironia.
Non si può non volergli bene!
ZEN SERGIO
Uguale di corpo e di testa. Un italiano con presunto gene tedesco.
Se si dovesse assegnargli un ruolo fra i sette nani di Biancaneve lo chiamerebbero Brontolo.
Ma il nostro si è integrato nel gruppo di Ascoli Piceno, tant’è che tutti lo hanno subito riconosciuto ed
abbracciato con calore ... forse nel tentativo di soffocarlo.
Scherzi a parte, uno come lui non poteva mancare a Scuola.
ZILIOTTO GIUSEPPE
Il solito armadio inossidabile. Ed anche indimenticabile.
Che si fa apprezzare per decisione, temperamento, buon senso, avvedutezza e professionalità.
Fa il commercialista in Verona ... di certo è fra i più quotati e non potrebbe essere diversamente.
Era il mio compagno di letto (=cubo).