Pistolotto di Maurizio Bertazzoni (uomo della terra delle zucche)

 

 

 

 

  

PORTO TORRES, 29 – 30 settembre 2012

AGLI AMICI UFFICIALI EX ALLIEVI DEL 54° CORSO AUC di ASCOLI PICENO

di Maurizio Bertazzoni

 

13° INCONTRO … FORTUNA HA VOLUTO!

 

Care amiche e cari amici quest’anno abbiamo fatto 13!

Che assolutamente non deve essere considerato un traguardo, ma semplicemente una tappa fortunata.

 

Vi confesso apertamente che, mai come in questa circostanza, mi sono trovato in seria difficoltà per cercare di sostenere la serata come in passato. Anche per circostanze impreviste.

Quest’anno, con profondo dispiacere, non sono riuscito a tuffarmi con il massimo dell’impegno allo scopo di strapparvi qualche riflessione “terapeutica”.

Può essere che il mio disagio trovi fondamento per l’incalzante incedere degli anni.

Ma invero c’è dell’altro … banale nasconderlo!

Stasera nei vostri precedenti interventi già è stato sottolineato che vorremmo tornare ad essere numerosi.

Perdonatemi l’ardire, devo brevemente insistere su questo argomento, per poter essere credibile e cioè per essere in pace con me stesso …

Non m’importa se qualcuno, ora ascoltandomi o poi leggendo sul sito queste scarne righe, mi serberà rancore o mi proietterà in quel paese!

Invito solo a meditare sull’attuale nostro stato dell’arte …

Oggi in terra di Sardegna siamo in pochi!

Mi piange il cuore nel vedere assottigliarsi il composito “plotone” di una Compagnia che, è bene ricordare, è stato faticosamente ricomposto oltre 13 anni fa per stramerito di alcuni nostri amici promotori, noti.

Da un po’ di tempo, alcuni di noi, indiscutibilmente a volte per motivi plausibili e seri, partecipano a singhiozzo a questi nostri annuali incontri.

Altri, credo pochi per fortuna, si sono invece defilati, lasciandomi(ci) un significativo senso di vuoto dentro.

Riflettendo a 360°, emerge puntualmente che la parabola discendente è di fatto fisiologica, che ognuno è fatto a suo modo, che ogni pianta dà il suo frutto, ecc …

Ebbene, anch’io come tutti, ho e/o nascondo dei problemi. Anch’io ho e/o nascondo dei disagi personali.

Anch’io a volte mi sento stanco e divento pigro.

Anch’io mi ritengo a volte in credito di qualcosa, mi sento offeso da interpretazioni fastidiose o da me ritenute non condivisibili, anch’io me la prendo, … anzi a volte lo prendo anche in quel posto!

Eppure sono ancora qui, costi quel che costi. Fedele agli incontri annuali che ci eravamo promessi. Senza dimenticare che tra i presenti ci sono alcuni con grossi problemi di salute. Sono qui perché vi voglio bene! Per come eravate, per come siete e per come diverrete!

 

A buttarmi un po’ più giù, è stato un normale episodio avvenuto in questo caldo agosto.

Un noto commercialista mantovano, che era in compagnia di un vivace gruppetto di amici suoi, mi ha sorprendentemente richiamato per strada, chiedendomi conferma se ero proprio io il tal Bertazzoni che appariva sull’apprezzato nostro sito AUC.

Anch’egli ex Ufficiale AUC, commentando appunto con i suoi amici, si è detto strabiliato da tanta forza dimostrata dal nostro incomparabile Gruppo.

Complimentandosi ripetutamente per la iniziativa ed esternando bonariamente la sua personale invidia … e voglia di ricalcare lo stesso percorso.

Ed io, rimasto per fortuna lucido ma non di meno imbarazzato, ho risposto con una bugia a fin di bene che mi ha … alfine tormentato: “siamo un Gruppo di amici fuori dal comune, solido e coeso, … un miracolo costruito da pochi, poi condiviso e supportato da tutti!!!”.

Così in parte non è più. Porca puttana!

 

Abbiamo, amici, la fortuna di essere più o meno gente perbene, con un cervello più o meno attivo, con un bagaglio in dote di buoni propositi … cerchiamo di confermare la nostra positività e la nostra forza interiore.

Riapriamoci con benevolenza e generosità.

Noi, lo dico formalmente alla “Matteoni”, da buoni soldati, noi, tenenti e capitani, noi pastori abbiamo giurato e virtualmente promesso al cospetto dell'Iddio vivente, di serbare fra noi l'unione e l'ordine, di non disunirci finché il Misericordioso ci conserverà in vita, e quand'anche per sventura o altro ci vedessimo ridotti a tre o quattro ...

Concludo questa parte perché mi disturba, quasi mi angoscia.

Si agisca con determinazione e con spirito “giovanile”, si sia ottimisti guardando il bicchiere mezzo pieno!

Anche su un tronco vecchio e inaridito non è escluso che possa spuntare un germoglio … di una rinnovata amicizia.

Confidando anche nella assistenza di “sora” Fortuna.

La quale, purtroppo, ha già abbandonato qualcuno di noi: c’è chi è passato a miglior vita, altri si trovano a lottare con problemi di salute personali o in ambito familiare.

 

 

13° raduno!

Ho meditato gente, ho meditato molto anche su questo n° 13, popolare numero che io classifico < ambiguo >: porta fortuna o porta sfiga?

E' il numero della buona sorte, della fortuna eclatante, delle grandi vincite, delle grandi realizzazioni, dei guaritori, ma è anche il numero sfigato, quello delle grandi sconfitte, delle perdite, delle sensazioni dolorose, degli abbandoni.

Probabilmente non sono balle … state a sentire …

-       Un amico mio, diversi anni fa, ha fatto 13 alla Sisal, vincendo una somma di danaro cospicua ed era tanto felice … prima di morire.

-       Un altro mio amico, di recente, ha grattato un tagliando intelligente, vincendo oltre 100.000 euro … prima di ritrovarsi a lungo in un ospedale nel tentativo di salvare la pelle.

-       Mi raccontava un conoscente che un tale, vergine, regolarmente respinto perché mal disegnato da madre natura, ereditando una inaspettata fortuna, improvvisamente è diventato bello, ma alla tredicesima excort o simildonna, è stato … inesorabilmente annullato dall’AIDS.

-       Proprio mercoledì scorso, nelle tenebre del mattino, esattamente il 26 settembre 2012, i ladri (i soliti noti!) hanno visitato la mia casa, compreso la stanza in cui io e Grazia si dormiva … naturalmente.

Soldi e cellulari volatilizzati …

Padre nostro che sei nei cieli, sia …

Sarà una bella sfiga! È la seconda volta che veniamo colpiti!

Questa volta colpito mentre mi apprestavo a completare questo pistolotto n.13 che ora definirei Pistolino.

Mi è venuta a mancare la spinta per renderlo più godibile.

Eppure, paradossalmente, la Fortuna ci ha pure assistito.

Letteralmente disseminati nel giardino del vicino, i ladruncoli gentiluomini hanno inopinatamente lasciato tutti i documenti, la carta di credito, le chiavi e quant’altro di interesse familiare!

In caso contrario, io e donna Grazia, non avremmo potuto raggiungere Porto Torres, cioè voi, sicuramente pronti a fare una colletta per dimostrare la solidarietà che deriva da una amicizia salda e peritura. O no!

Non vorrete essere giudicati più tirchi dei genovesi?

Comunque io ringrazio per l’offerta in adivenire, rifiuto il vostro aiuto, accetto però il consiglio di inserire l’allarme peraltro a suo tempo installato, per non prendere del coglione la seconda volta.

 

Convinciamoci quindi, una volta per sempre …

Il miglior tredici è quello di rimanere in salute, disponendo del necessario o pretendendo poco più per i minimi piaceri.

Quindi c’è 13 e 13!

Il 13 che identifica questo seducente incontro nella arida ma ospitale terra dello stimato Umberto Rum deve essere considerato una vera fortuna.

 

Che continua oggi in questa terra di Sardegna …

 

La fortuna, … amici, se non l’aiutiamo, ci abbandonerà prima del tempo …

 

 

 

Inerente al tema < fortuna >, vi posso ora raccontare qualcosina ….

 

Sono sei i ritagli che ho inteso qui riportare … dove entra in ballo la fortuna

 

1)   < Natura fortunata >:  Storia del cavallo, dell’oca e del Porsche Cayenne

2)   < La fortuna aiuta chi si ingegna >: Il sacerdote e la suora

3)   < La fortuna di possedere una logica >: Sorella Matematica e sorella Logica

4)   < La fortuna di avere un superiore comprensivo >: La prima messa del giovane curato

5)   < La fortuna di essere … l’unico > : Chi è stato con la Rosina?

6)   < Italia fortunata > : Osama bin Laden ha rinunciato ad attaccare l’Italia.

 

 

 


 

Non sempre la fortuna si guadagna ... c’è chi nasce fortunato!

Prendete spunto da questo esempio.

 

 

Storia del cavallo, dell’oca e del Porsche Cayenne

 

Un cavallo e un'oca stanno passeggiando in un bosco, quando allo improvviso il cavallo finisce in uno stagno con le sabbie mobili.

 

Non riuscendo ad uscirne, il cavallo dice all’oca: “corri alla fattoria, prendi il Porsche Cayenne del padrone e ritorna di corsa”.

 

L’oca corre a casa, prende il Porsche Cayenne e ritorna allo stagno; il cavallo si aggrappa alla Porsche e risale a riva, salvo.

 

Il giorno dopo, sempre a passeggio, l’oca vuole mettere alla prova il cavallo per vedere se è un amico riconoscente.

 

E quando passano nel bosco, cade volutamente nello stagno.

 

L’oca chiede aiuto al cavallo e lo prega di andare a prendere la Porsche Cayenne.

 

Il cavallo invece apre le gambe e allunga il suo uccello all’oca.

 

L’oca si aggrappa e si salva.

 

 

Morale:

se hai la fortuna di avere un buon uccello, non serve una Porsche Cayenne per rimorchiare un’oca.

 

 


 

 

 

La fortuna aiuta chi l’aiuta, favorisce chi si ingegna …

 

 

Il sacerdote e la suora

 

Al volante della sua macchina, un attempato sacerdote sta riaccompagnando una giovane monaca al convento.

Il sacerdote non riesce a togliere lo sguardo dalle sue gambe accavallate.

All'improvviso poggia la mano sulla coscia sinistra della monaca.

Lei lo guarda e gli dice: “Padre, si ricorda il salmo 129?”

Il prete ritira subito la mano e si perde in mille scuse.

Poco dopo, approfittando di un cambio di marcia, il sacerdote lascia che la sua mano sfiori di nuovo la coscia sinistra della religiosa che imperterrita ripete: “Padre, si ricorda il salmo 129?”.

Mortificato, il sacerdote ritira la mano, balbettando una scusa.

Arrivati al convento, la monaca scende dalla macchina senza dire una parola.

Il prete, preso dal rimorso dell'insano gesto si precipita sulla Bibbia alla ricerca del salmo 129.

Così recita il Salmo 129: < andate avanti, sempre più in alto, là troverete la gloria ... >

 

 

Morale:

Non aspettare che il vento gonfi la vela della tua fortuna: essa pretende che si sia preparati a coglierla!

 


 

 

 

La fortuna di possedere una logica

 

Sorella Matematica e sorella Logica

 

C 'erano due suore.

Una era soprannominata Sorella Matematica (SM) e l'altra era soprannominata Sorella Logica (SL).

 

Sta facendosi buio e le due suore sono ancora lontane dal convento.

SM: Hai notato che un uomo ci sta seguendo da esattamente 38 minuti e 35 secondi? Mi chiedo cosa voglia da noi ...

SL: È logico. Ci vuole ****

SM: Oh, no! Di questo passo ci raggiungerà in 15 minuti e 22 secondi al massimo. Cosa possiamo fare?

SL: La sola cosa logica da fare è camminare più veloce.

 

Poco più tardi...

SM: Non sta funzionando...

SL: Naturalmente non funziona. L'uomo ha fatto la sola cosa logica: ha cominciato a camminare più velocemente anche lui.

SM: E allora cosa facciamo? Di questo passo ci raggiungerà in un minuto!

SL: La sola cosa logica da fare è dividersi: tu vai da questa parte e io da quest'altra. Non può seguirci entrambe.

 

Così l'uomo decide di seguire Sorella Logica.

 

Sorella Matematica arriva al convento e comincia a preoccuparsi per Sorella Logica.

 

Infine Sorella Logica arriva.

SM: Sorella Logica! Grazie al cielo sei qui! Cosa è successo?

SL: È successa la sola cosa logica: l'uomo non poteva seguire entrambe e così ha seguito me.

SM: Sì, sì! Ma cosa è successo dopo?

SL: E’ successo la sola cosa logica: io ho cominciato a correre più veloce che potevo e lui ha cominciato a correre più veloce che poteva.

SM: E … ?

SL : Ed è successa la sola cosa logica: mi ha raggiunta.

SM : Oh, Signore! Tu cosa hai fatto?

SL : La sola cosa logica da fare: mi sono alzata il vestito.

SM : Oh, Sorella! Cosa ha fatto l'uomo?

SL: La sola cosa logica da fare: si è tirato giù i pantaloni.

SM: Oh, no! Cosa è successo dopo?

SL : Non è forse logico, sorella? … Una suora con il vestito alzato corre più veloce di un uomo con i pantaloni abbassati.

 

 

Morale: per quelli che pensavano fosse una barzelletta sporca, subito 2 Avemarie ed un Padrenostro!

 

 


 

La fortuna di avere un superiore comprensivo.

La sua presenza può esser vista come una benedizione o come un insegnamento.

 

La prima messa del giovane curato

 

Il nuovo curato della parrocchia era molto nervoso per la sua prima messa, a tal punto che quasi non riusciva a parlare per l’ansia che lo attanagliava.

Domandò quindi all'Arcivescovo come poteva fare per rilassarsi e questi, bonariamente, gli suggerì di mettere alcune gocce di vodka nell'acqua della messa.

Così fece.

Si sentì così bene che avrebbe potuto fare la predica in mezzo ad una tempesta.

Quando più tardi tornò in canonica, il nostro curato trovò la seguente lettera dell'Arcivescovo:

"Caro Don Angelo, Le rivolgo qualche appunto riguardo la Santa Mensa che Lei ha officiato.

La prossima volta, metta le gocce di vodka nell'acqua anziché nel vino e non metta poi limone e zucchero sul bordo del calice;

La prossima volta sorseggi, invece di scolare;

La manica della tonaca non deve essere usata come tovagliolo;

L'altare non e' un mobile-bar, il messale non e' un sottobicchiere e il calice non si usa per farsi un cocktail;

Ci sono 10 comandamenti e non 12;

Gli apostoli sono 12 e non 10;

I vizi capitali non sono i peccati degli abitanti di Roma;

Non ci si riferisce alla croce come “quella grande T di legno”.

Non ci si riferisce a Gesù Cristo e ai suoi discepoli come "GC e la sua band".

Non ci si riferisce a Giuda come “quel figlio di puttana”, e non si dice sua madre era una zoccola e suo padre un puttaniere di basso profilo;

Davide ha sconfitto Golia, non ha cercato di inchiappettarlo;

Non si riferisca a Ponzio Pilato come quel “fetentone” che se ne lava le mani;

Il Papa è sacro, ma non si usa chiamarlo “Il Padrino”;

Giuda ha venduto Gesù' nel Sinedrio, non in un bazar persiano;

Il prezzo del tradimento erano 30 monete d'oro, non “30 sacchi”.

Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo non sono il Vecchio, Junior ed il Fantasmino.

La toilette dove, preso dall’emozione, a metà Messa Lei ha orinato, in realtà era il confessionale ... e non sta bene imprecare perché non hanno messo lo sciacquone;

L'iniziativa di chiamare il pubblico a battere le mani è stata lodevole, però, caro Don Lurio, ballare la macarena e fare il trenino mi sembra esagerato;

L'acqua santa serve per benedire e non per rinfrescarsi la nuca sudata.

Le Ostie vanno distribuite ai fedeli che si comunicano, non devono essere considerate alla stregua delle patatine accompagnandole col vin santo.

Quello sulla croce, anche se con la barba gli assomiglia, non era Che Guevara, ma Nostro Signore Gesù Cristo;

Berlusconi è proprietario di Mediaset e di mezza Italia, ma non è ancora il Boss della Chiesa Cattolica;

Benedetto il seno di Maria, non deve intendersi quello turgido della sorella omonima che sedeva in prima fila.

Cerchi di indossare le mutande e quando ha caldo eviti di rinfrescarsi tirando su la tonaca;

Pregare perché i politici ci vedano meglio, è come autorizzarli a rubare di più.

Doveroso è pregare affinché finalmente il colore della pelle non conti, perché siamo tutti sulla stessa barca … poi però non si può affermare che quelli scuri devono andare ai remi.

I peccatori quando muoiono vanno all'inferno e non a farsi benedire e tanto meno a farsi fottere;

Ricordo ancora che la messa deve durare un'ora circa e non due tempi da 45 minuti e che quello che girava vestito di nero e' il sagrestano, non “quel cornuto dell'arbitro”;

Quello che Le stava seduto a fianco ero io, il suo Arcivescovo, non “...una checca in gonna rossa”;

La formula finale corretta è “La Messa e' finita, andate in pace” e non “Che mal di testa, andate tutti fuori dai coglioni”.

Per il resto, mi pare andasse tutto bene.

 

P.S.: -Dimenticavo, caro don Angelo: quando invita i Soci del Centro Polisportivo culturale S. Lazzaro a partecipare alla Messa domenicale, non deve chiedere di esibire la tessera sociale.

L'Arcivescovo

 

                                                                                                                                  Edizione <miciober>


 

 

 

La fortuna di essere … l’unico

 

Chi è stato con la Rosina

 

Il cappellano militare nel giro di pochi giorni riceve la confessione di numerosi soldati che gli rivelano: "Padre ho peccato, sono stato con la Rosina!".

Quando il cappellano si rende conto che la faccenda e' troppo diffusa rivela tutto al capitano, il quale, infumanato, decide di radunare tutto il plotone e rivolge la temuta domanda: “Chi e' andato con la Rosina faccia un passo avanti!”.

Tutti, tranne uno, fanno laconicamente un passo avanti.

Il capitano allora si rivolge all'unico soldato che non si e' mosso e si congratula con lui: "Bravo! Come ti chiami?".

"Giacomo La Rosina", sig. capitano.

 

 


 

Documenti alla mano, vi spiego ora il perché Osama bin Laden non fece mai attentati in Italia. Ve lo ricordate quanto era pericoloso nel minacciare …

Per nostra fortuna ci è andata bene. State a sentire …

 

 

Attentati: Italia fortunata

 

L'Italia, pur inconsapevolmente, è sempre stata al sicuro da recenti attacchi terroristici.

Il leader terrorista saudita Osama bin Laden a suo tempo ebbe a dichiarare:

"E' molto difficile fare un attentato in Italia, anzi ci rinuncio"

 

In realtà alcuni documenti del SISDE, di recente rivelazione, confermano che in effetti Osama bin Laden ci ha provato.

Alcuni anni dopo aver distrutto le torri gemelle a New York nel tristemente famoso 11 settembre 2011, diede ordine di organizzare un attentato aereo in Italia.

Due suoi fidati terroristi, provenienti da un noto Paese del Medio Oriente, arrivarono a Napoli con la ferma determinazione di eseguire il "castigo di Allah” per gli infedeli italiani.

 

 

Ecco com'é andata:

 

Domenica, ore 23:47

I due terroristi arrivano all'aeroporto internazionale di Napoli, via aerea dalla Turchia.

Escono dall'aeroporto dopo otto ore perché le loro valigie sono state perse.

La Società di gestione dell'aeroporto non si assume la responsabilità dello smarrimento dei bagagli e un impiegato consiglia ai terroristi di provare a ripassare il giorno dopo: “Chissà, con un po’ di fortuna ...”

I due terroristi prendono il taxi.

Il taxista, abusivo, li guarda dallo specchietto retrovisore e, vedendo che sono stranieri, li passeggia per tutta la città per un'ora e mezza.

Dal momento che i due non proferiscono lamentela, neanche dopo che il tassametro raggiunge i 250 Euro, il taxista decide di fare il colpo gobbo: arrivato alla rotonda di Villaricca, si ferma e fa salire un complice.

Dopo averli derubati e ricoperti di mazzate, li abbandonano esamini al Rione 167.

 

 

Lunedì, ore 06:30

Al sofferto risveglio, dopo la dura mazzata subìta, i terroristi riescono affannosamente a raggiungere l'albergo sito in piazza Borsa.

A quel punto decidono di affittare un'auto presso la Hertz Autonoleggio di piazza Municipio. Durante il tragitto verso l’aeroporto, devono sostituire una ruota bucatasi con quella di scorta mezza sgonfia.

Quindi, giusto prima di arrivare a piazza Mazzini, rimangono bloccati da una manifestazione di incazzati attivisti formati da studenti, tute blu no-global e disoccupati napoletani, che non li lasciano passare. Ricevendo in più lanci di sacchi di mondezza stagionata, frammista a liquami fisiologici!

 

 

Lunedì, ore 12:30

Finalmente arrivano in piazza Garibaldi e decidono di cambiare dei soldi per muoversi più liberamente: i loro dollari vengono cambiati in biglietti da 100 Euro falsi.

 

 

 

Lunedì, ore 15:45

Arrivano incazzati neri all'aeroporto di Capodichino con la ferma intenzione di dirottare un aereo per farlo cadere sulle torri Enel del centro direzionale.

I piloti Alitalia però sono in sciopero, perché chiedono la quadruplicazione del salario e vogliono lavorare meno ore.

Stessa cosa per i controllori di volo che pretendono in dotazione la pinza obliteratrice.

L'unico aereo disponibile che c'é in pista è uno della Maradona Air con destinazione Alghero e ha solo 18 ore di ritardo ...

Gli impiegati ed i passeggeri sono nervosamente accampati nelle sale d'attesa, intonano canti popolari, gridano duri slogan contro il governo, i piloti ed i controllori di volo! L’atmosfera è molto tesa.

Arriva la polizia, i manifestanti reagiscono. I celerini cominciano a dare manganellate a destra e a manca, contro tutti, con un particolare accanimento verso i due ignari arabi.

 

 

Lunedì, ore 19:05

Finalmente torna la calma, gli animi si placano un po’. I due figli di Allah, coperti di sangue, si avvicinano al banco della Maradona Air per acquistare i biglietti per l'aereo con destinazione Alghero, per poi dirottarlo in volo e, come stabilito nei programmi, farlo schiantare contro le torri Enel, loro obbiettivo primario.

Il presunto responsabile della Maradona Air (forse un abusivo a rotazione), che vende loro i biglietti, tace il fatto che il volo, in realtà, è già stato cancellato.

 

 

 

Lunedì, ore 22:13

A questo punto i due terroristi discutono se continuare oppure no ... disperati, non sanno più se … distruggere Napoli possa essere ritenuto un atto terroristico o un'opera di carità.

 

 

Lunedì, ore 23:35

Stremati dalla fatica e morti di fame, decidono di mangiare qualcosa al ristorante dell'aeroporto: ordinano panini con la frittata e un’impepata di cozze.

 

 

Martedì, ore 05.27

In preda a una salmonellosi fulminante causata dalla frittata, finiscono all'ospedale Cardarelli, dopo aver aspettato tutta la notte nel corridoio del Pronto Soccorso.

La cosa non sarebbe durata più di due giorni, se nel frattempo non fosse subentrato un sospetto di colera dovuto alle cozze.

Successivamente, a causa di un banale scambio di cartelle cliniche, ad uno dei terroristi viene asportato un rene sano, mentre all'altro viene applicato un doppio pacemaker, di fabbricazione cinese, acquistato sul mercato nero.

 

 

Domenica, ore 17:35

Dopo dodici giorni escono dall'ospedale, in verità piuttosto pallidi, e camminando per riprendere le forze perdute, vengono casualmente a trovarsi nelle vicinanze dello stadio San Paolo.

Il Napoli ha perso in casa con il Palermo per 3-0, con due rigori assegnati alla squadra siciliana dall'arbitro Concettino Riina da Corleone.

Una agguerrita banda di ultrà della “Masseria Cardone”, vedendo i due di carnagione scura tendente al pallido, li scambiano per tifosi del Palermo e rifilano ai due un'abbondante caterva di legnate.

Per di più il capo degli ultrà napoletani, un tale detto “Peppo ou ricchione” abusa sessualmente di loro, a secco, tralasciando cioè i necessari preliminari.

 

 

Domenica, ore 19:45

Finalmente gli ultrà, sfogatisi, se ne vanno.

I due terroristi, sempre più disperati, a quel punto decidono di ubriacarsi per la prima volta nella loro vita, anche se per loro è peccato!

In una bettola della zona portuale rifilano loro del vino adulterato con metanolo e i due alticci terroristi vengono soccorsi e portati urgentemente all’Ospedale Cardarelli, a causa di una grave intossicazione.

Sfortunatamente ai due terroristi viene anche riscontrata la sieropositività all'HIV (Peppo non perdona).

 

 

Mercoledì, ore 22:42

Stravolti e preoccupati delle conseguenze al loro ritorno in Patria nel caso di fallito attentato, i due terroristi puntano con tutte le residue forze su Porto Torres con una zattera di fortuna.

Ma un violento temporale li travolge e i due finiscono in mare. Proprio in acque “perigliose” dove si stava girando un film della serie < lo squalo >.

I due, abili nuotatori, si salvano a stento … l’uno perdendo due mani, l’altro solo il pisello. Ma, protetti da Allah, con mezzi di fortuna, riescono a sopravvivere, curandosi alla bene e meglio l’un l’altro.

Raggiunta a stento l’ospitale terra di Sardegna, i due pensano di cambiare obiettivo, orientandosi a danneggiare seriamente le pale eoliche di recente installazione.

 

 

Giovedì, ore 10:20

Mentre salivano in altura per concretizzare il nuovo piano, incappano in un grande gregge di pecore agitate per la siccità, … i due vengono letteralmente travolti.

Il pastore era un lontano cugino di Peppo.

I due sfigati subiscono un ulteriore processo anale; anzi due processi per ciascuno perché ci si è adoperato di buona lena anche il mulo, pure lui testardo “ricchione”. (n.d.r. i “processi” in Italia sono lunghi).

 

 

Venerdì, ore 05:30

Terrorizzati, i due terroristi di Osama bin Laden, con l’ano lacerato, fuggono dall'Italia in zattera con direzione Libia, ancora semiorbi per il metanolo ingerito e con una dozzina di infezioni a causa del virus HIV.

Hanno alfine giurato ad Allah quanto sia impossibile attaccare l’Italia e convinto Osama bin Laden a non programmare mai più affronti di alcun genere contro il paese italico ... per fortuna assai ben organizzato contro gli attentati terroristici.

 

                                                                                                                                  Edizione <miciober>


 

 

Chiudo

 

Eh sì, abbiamo fatto 13!

Attira la fortuna chi si rende conto di quella che ha già.

Ogni essere ha la fortuna che il suo spirito chiede.

 

Consegno, per conto della Compagnia e anche degli assenti a questo Raduno, un bacio puro e casto alle signore che confermano ancora una volta di essere diventate parti integranti.

L’apprezzamento di noi soldati è in particolar modo per tutte le volte che sapete e saprete guardare nella nostra direzione.

E per tutte le volte ancora che saprete perdonare alla nostra supposta impotenza. Repetita iuvant …

Tolgo il disturbo … per l’occasione vi chiedo di non cestinarmi!

Chiudo qui, riabbracciando l’idea di avere la fortuna di ritrovarci più numerosi e convinti per la 14ma tappa.

Saluti e salute a tutti, amici.

 

Maurizio Bertazzoni